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Copertina Djelibit

 

Il 18 Ottobre 2016 è stato pubblicato l'album "Djelibit" progetto musicale che unisce Baba Sissoko e Nicodemo con la collaborazione delle Lilies On Mars. Il disco è prodotto da XXXV Label e IRMA Records con edizioni Music MarketMateriali Musicali ed è un risultato che rappresenta qualcosa di raro e affascinante: l'incontro tra il continente africano e la cultura europea, passando dal Mediterraneo, elemento a cui tutto il disco rende omaggio. Mediterraneo che un tempo era simbolo di vita e scambio fra culture diverse, oggi ci rivela una triste e drammatica altra faccia della medaglia che ormai è una costante nella nostra cronaca fatta di quasi quotidiane "tragedie del mare". 

Baba Sissoko, polistrumentista griot maliano noto per aver contaminato il jazz con la musica nera, insieme a Nicodemo (produttore discografico attivo nella ricerca musicale) e Lilies On Mars (duo italiano femminile alt techno/shoegaze trasferitosi a Londra) riesce a dar vita ad un genere che mescola la tradizione africana con l'elettronica fino a creare ritmi technotribalizzanti. Le nove tracce dell'album sono un percorso che ha come tema l'incontro fra i due continenti e trasmettono il desiserio di rivivere il Mediterraneo come un luogo di scambio, unione e speranza per nuovi dialoghi e identità culturali. "Djelibit" cerca quindi di superare e ammorbidire barriere che oggi non trovano più un senso. L'idea di ponte, incontro e fusione fra i due continenti non è solo data dall'unione di musiche differenti ma è anche rappresentata dal titolo dell'album poichè la parola raffigura il legame tra il mondo etinico di Baba Sissoko (Djeli) e l’unità di misura della modernità occidentale (Bit). Nel disco sono presenti anche le rivoluzionarie declamazioni del poeta del Bronx Jack Hirschman (nel brano “Djallo Djallo”) e la tromba soul di Gabriele Stotuti (in “Djuku Malolà” e “Wori Ko”).

L'uscita dell'album è stata anticipata a giugno dal video "Dje Gnua Gna" diretto da Luigi Marmo. Nel video il tempo rallenta e si contrappone a sonorità e ritmi piuttosto frenetici, inoltre sono presenti riferimenti simbolici (il tavolo è il Mediterraneo, Baba Sissoko è l'Africa e Nicodemo è l'Europa) che fanno da sfondo ad un inevitabile rapporto con l'altro (gioco di specchi tra gli artisti) visto come incontro o conflitto, ma con il desiderio che non sia più l'insieme di drammatici avvenimenti. 

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WorldWide Award 2016

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WorldWide Award 2016

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Baba Sissoko "Three Gees"

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Three Gees

Cattura cover ThreeGees

 

 

La maggior parte degli appassionati di blues pensano che questo genere musicale sia nato nel delta del Mississippi poco prima del ‘900. In realtà si sbagliano di grosso, perché le radici del blues vanno rintracciate in altre forme di musica nera dell’Africa occidentale, più precisamente nel Mali e nei suoi cantastorie cosiddetti griot che conservano il DNA di qualsiasi bluesman moderno. E  Baba Sissoko è proprio uno di questi , l’ultimo grande griot vivente, un poeta e cantore maliano che porta con sé tutta la forza e la passione della tradizione orale africana. Dall’amicizia con il produttore Luca Sapio nasce questo Three Gees, un progetto visionario in cui la musica tradizionale del Mali misura il suo passato il suo presente e il suo futuro con i ritmi afroamericani e la psichedelia degli anni ‘70. Un album che evoca l’atmosfera perduta di quell’Africa occidentale più profonda e selvaggia. Una terra magica dove il nostro “custode della parola” ha trascorso la sua infanzia cantando e suonando assieme al nonno Djeli Baba Sissoko. Ad accompagnare Baba oltre a uno stuolo straordinario di musicisti ci sono infatti le voci incredibili di sua madre Djeli Mah Damba Koroba e sua figlia Djana Sissoko. Il disco è stato registrato rigorosamente in presa diretta e interamente in analogico, mantenendo intatta l’intensità di ciò che mai come questa volta può veramente essere definita “Black Music” avvalendosi inoltre di straordinarie collaborazioni quali Corey Harris (protagonista del notissimo documentario “Dal Mali al Mississippi” diretto da Martin Scorsese, nonché vincitore di un Grammy) e Fernando “Boogaloo”Velez, uno dei membri fondatori dei Dap-Kings di casa Daptone e percussionista simbolo del circuito retro soul (Sharon Jones, Charles Bradley, etc). (Fonte: Blind Faith Records). 

Booking: www.antistar.it

 

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