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Baba Sissoko Jazz(R)Evolution

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Copertina JazzRevolution

Famadou Don Moye, nativo di Rochester, classe 1946, rievoca una stagione tra le più intense e creative della musica jazz, avendo militato dal 1970 della leggendaria Art Ensemble of Chicago, gruppo che ha segnato in modo profondo trent’anni di storia della musica neroamericana, che solo le morti di Lester Bowie prima (1999), e di Malachi Favors poi (2004), hanno interrotto. A questa storica formazione s’è affiancato più volte negli ultimi anni il maliano Baba Sissoko, classe 1963, griot e polistrumentista, fautore della fusione fra musica etnica e jazz, impegnato da tempo nella diffusione della tradizione musicale del suo paese nel mondo. Nell’Art Ensemble del “dopo–Bowie” Sissoko ha avuto modo di mescolare l’Amadran (musica che secondo molti ricercatori è all’origine del blues) con il jazz e le musiche popolari afroamericane, tentativo che ha avuto il suo apice in due dischi, «Bamako Chicago Express» (2002) e «Reunion», dell’anno successivo. Moye e Sissoko dividono questo suggestivo progetto con il pianista e fisarmonicista sardo Antonello Salis, classe 1950, uno dei protagonisti storici del jazz italiano, improvvisatore vulcanico ed incontenibile. Rileggendo la biografia del polistrumentista sardo si scoprirà come, a cavallo fra gli anni ’70 ed ’80, quand’era alla testa del gruppo Cadmo, sia venuto più volte in contatto con Lester Bowie e tutta l’AEoC. Formatosi negli anni caldi del “free” e della rivolta nera, Don Moye è tra i musicisti americani che hanno compiuto il viaggio di “ritorno alle origini”, approfondendo la conoscenza della musica tradizionale africana. Da parte sua il più giovane Baba Sissoko ha unito la tradizione dei griot maliani alle musiche nere occidentali. In mezzo a questi due artisti la presenza di Antonello Salis non appare affatto casuale, dal momento che il musicista sardo è per molti versi il più “fisico” ed “africano” dei jazzisti italiani, e sa districarsi con grande creatività fra i tortuosi sentieri dell’improvvisazione. Il nome dato a questo nuovo trio, Jazz (R)evolution, appare in tal senso quanto mai appropriato.

Booking: http://www.marsab.net/baba-sissoko-jazz-revolution/ 

 

 

 



 

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TchiWara

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2014 TchiWara

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Baba et sa maman

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DJELI MAH DAMBA KOROBA & BABA SISSOKO ''BABA ET SA MAMAN'' (MALI,2013)

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The roots of the Malian griot, an intense dialogue with his mother for a stunning effect! Baba et sa maman (Baba and his Mother) is more than just an album of traditional Malian music. It is a tribute to both history and to ones own roots: in this case, those of a great griot, master of the word, and son and grandson of those who for half a century have been at the head of a very special caste in Mali, as feared as they are venerated. It has taken several years to put together this magical collection of songs.

On the one hand, this was due to the actual geographical distance (Baba moved to Italy fi fteen years ago), while on the other hand, it was due to the intangible nature of feelings, which in large projects often follow no temporal rules or guidelines. purely radical acoustic magic, with no overdubs or studio tricks, only the sweet and austere voice of Djeli Mah Damba Koroba, accompanied by ancestral bambara chordophones and traditional percussion, all under the direction of the unique and inimitable master Baba Sissoko. A special album that, through the sounds of memory, uses a language whose perception is immediately comprehensible and familiar, regardless of the differences of place, class and culture.


Source Tracks:

 

1Muna faki3:34
2Djouku3:38
3Fala3:54
4Boli3:45
5Tche fari3:26
6Djombi djoro3:53
7Da ntama4:15
8Djasere3:52

 

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